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Giordano Bruno - Associazione Astrofili-Savelli

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INFINITI MONDI
  
Infiniti mondi è un concetto centrale nella filosofia di Giordano Bruno (1548-1600), uno dei pensatori più innovativi e controversi del Rinascimento. Egli sviluppò un’idea cosmologica radicale per il suo tempo, che sfidava non solo la tradizione aristotelica-tolemaica, ma anche i limiti della visione copernicana.
Il concetto di "infiniti mondi"
  1. Superamento del cosmo aristotelico-tolemaico:
    • La visione tradizionale dell’universo prevedeva una struttura gerarchica e finita, con la Terra al centro, circondata da sfere celesti che contenevano i pianeti e le stelle fisse.
    • Bruno rifiutò questa concezione e abbracciò un universo infinito, senza un centro privilegiato.
  2. Universo infinito e omogeneo:
    • Bruno sostenne che l'universo fosse infinito e composto da infiniti mondi abitati. Questi mondi non erano semplici corpi celesti, ma veri e propri "altri mondi", simili alla Terra, con potenziale vita e complessità.
    • Le stelle, nella sua visione, erano altri soli, ognuno con i propri pianeti.
  3. La pluralità dei mondi:
    • Questa pluralità sfidava non solo il geocentrismo, ma anche l’idea che l’uomo e la Terra avessero una posizione privilegiata nella creazione divina.
    • Bruno integrava queste idee in un quadro più ampio di unità cosmica: l'universo era un'espressione infinita della divinità, in cui Dio non era separato dal mondo ma lo permeava.
  4. Influenza della filosofia neoplatonica:
    • Bruno combinava intuizioni cosmologiche con il neoplatonismo, vedendo l'universo come un'immagine dinamica della mente divina, in cui ogni parte rifletteva il tutto.
Implicazioni filosofiche e religiose
  • Eresia: Le sue idee erano considerate eretiche sia dal punto di vista scientifico che teologico, perché contraddicevano le scritture e la cosmologia ufficiale della Chiesa.
  • L'infinito divino: Bruno ridefinì Dio come un principio infinito e immanente, piuttosto che un'entità trascendente e separata.
  • Centralità dell’uomo messa in discussione: L’idea che la Terra non fosse il centro dell’universo ridimensionava l'importanza dell'umanità nella creazione divina.
Il destino di Giordano Bruno
Le sue idee cosmologiche e filosofiche gli valsero l'accusa di eresia. Fu processato dall’Inquisizione e, dopo un lungo processo, venne condannato al rogo nel 1600. La sua morte simbolizza il conflitto tra il pensiero innovativo e la rigidità delle istituzioni dogmatiche.
Eredità
Le intuizioni di Bruno sul cosmo, benché all'epoca rifiutate, anticiparono molte delle idee che sarebbero state confermate nei secoli successivi, come il concetto di un universo vasto e in espansione, e la possibilità di vita extraterrestre. La sua filosofia è tuttora una fonte di ispirazione per chi cerca di combinare scienza, filosofia e spiritualità.
Ecco alcune citazioni di Giordano Bruno relative al concetto di infiniti mondi e all'universo infinito, tratte dalle sue opere principali:

1. L'infinità dell'universo e degli infiniti mondi
Opera: De l'infinito, universo e mondi (1584)
"Io dico l'universo essere tutto infinito, perché non ha margine, termine, né superficie; e però non è corpo circoscritto, come pensano quelli che non possono elevarsi sopra un certo qual modo grossolano di filosofare."

2. Pluralità dei mondi
Opera: De l'infinito, universo e mondi (1584)
"Infiniti mondi ci sono simili a questo che vediamo, e ciascuno di essi ha la sua propria specie, il suo proprio genere, il suo proprio sole, i suoi propri astri."

3. La centralità dell'uomo messa in discussione
Opera: De l'infinito, universo e mondi (1584)
"Non è necessario che questo nostro globo, che a noi pare così grande, sia il centro di tutti gli universi. Esistono infiniti mondi al di là del nostro, ognuno con creature, cause, ragioni, nature e meraviglie proprie."

4. Dio e l'infinito
Opera: De l'infinito, universo e mondi (1584)
"La natura non è finita, né il potere della divinità è limitato, e non è possibile che sia contenuto tutto in un solo globo. Questo infinito universo non può esser altro che l’ombra della sua infinita potenza."

5. La verità della pluralità
Opera: La Cena de le Ceneri (1584)
"La verità è che l'universo è infinito e popolato di innumerevoli stelle e pianeti, e ciascuno di questi può essere abitato da esseri viventi, benché diversi da quelli che conosciamo."

6. Il superamento del cosmo aristotelico
Opera: De l'infinito, universo e mondi (1584)
"Noi affermiamo l'infinitezza dell'universo, non circoscritto da un centro né chiuso in una circonferenza. Né vi è un primo motore, ma infiniti motori e infiniti mondi."

7. La libertà di pensiero
Opera: De la causa, principio et uno (1584)
"L'universo è uno, infinito, immobile. Esso non è altro che la manifestazione infinita del divino, in cui ogni creatura vive e trova la sua ragione d'essere."

Queste citazioni esprimono la visione rivoluzionaria di Bruno sull'universo, la divinità e il ruolo dell'uomo, idee che sfidavano le autorità religiose e filosofiche del suo tempo.

Il rogo di Giordano Bruno arde ancora?
Il 17 febbraio 1600, 425 anni fa, Bruno fu arso vivo per ordine del tribunale della Santa Inquisizione, presieduto dal pontefice romano.
Fu condotto al rogo in Campo de’ Fiori, accompagnato dai confratelli della Misericordia e fu un’esecuzione esemplare: gli imposero l’abito penitenziale, una mordacchia per bloccare la lingua e la folla si accalcò per vedere arso vivo il filosofo eretico. «Eretico, pertinace, impenitente …» recitava la sentenza.
Gli inquisitori hanno sperato fino all'ultimo nel suo pentimento. Quando gli venne letta la sentenza definitiva, pronunciò la celebre frase: “Tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nel riceverla”.
Giordano Bruno, ha trascorso gli ultimi otto anni nelle prigioni dell’Inquisizione, subendo un lungo processo i cui capi d’accusa erano: eresia, negazione di dogmi fondamentali come la Trinità, l’Incarnazione e la Transustanziazione, credenza nell’infinità dell’universo e nella pluralità dei mondi.
Questa dell’infinità dei mondi, non è l’unica accusa ma forse è la più grave. Per renderci conto delle sue implicazioni è bene leggere quanto viene pubblicato, proprio oggi, sul blog https://www.informazionecattolica.it/ “quotidiano di informazione cattolica indipente”.
Riportiamo un ampio stralcio dell’intervento di Angelica (!) La Rosa, assidua editorialista del sito cattolico. “L’idea di Bruno secondo cui l’universo sarebbe infinito e popolato da innumerevoli mondi abitati non era soltanto una speculazione scientifica, ma una vera e propria eresia che negava la centralità dell’Incarnazione di Cristo. Se esistessero infiniti mondi con esseri intelligenti, come si concilierebbe il sacrificio di Cristo con questa moltitudine? Bruno non si limitò a speculazioni cosmologiche, ma attaccò frontalmente la fede cristiana, rigettando la Trinità, l’Eucaristia e la natura divina di Cristo.
Le sue idee lo posero al di fuori della comunità cristiana e lo resero un vero e proprio sovvertitore della dottrina. A differenza di pensatori come Galileo, che si mantennero nel solco della fede pur promuovendo nuove idee scientifiche, Bruno si schierò apertamente contro la Chiesa, meritando la scomunica e, infine, la condanna.” Così sembra proprio che le fiamme non siano ancora spente … Eppure Giordano Bruno impostò la sua difesa su un argomento chiaro e rigoroso e utilizzato anche in altri casi di “confronto” tra scienza o ragione e fede.
Per Bruno esistono molteplici linguaggi che possono essere utilizzati per descrivere il mondo. C’è quello delle Sacre Scritture che è il linguaggio della Legge, non della Verità, e che serve a dettare ai popoli come comportarsi, vivere e conservarsi in pace. E c’è il linguaggio della scienza e della ragione, utilizzato dai dotti per indagare la Verità.
Per Bruno filosofia e religione sono campi distinti, ma non contrapposti …anzi, una buona filosofia può aiutare il cristianesimo … Questi argomenti convinsero il tribunale di Venezia, con il quale ebbe a che fare prima di venire estradato a Roma, ma non il Sant’Uffizio. E del resto, quattro secoli dopo quel processo, ci ha pensato una autorità più alta della cattolicissima Angelica De Rosa, a ribadire chi aveva ragione, ovvero quale è per un certo tipo di visione religiosa il rapporto tra Fede e Scienza, tra Ragione e Religione.
Papa Ratzinger nella conferenza di Ratisbona del 2006, scrive: “Una ragione, che di fronte al divino è sorda e respinge la religione nell'ambito delle sottoculture, è incapace di inserirsi nel dialogo delle culture. … Essa stessa deve semplicemente accettare la struttura razionale della materia e la corrispondenza tra il nostro spirito e le strutture razionali operanti nella natura come un dato di fatto”
In sintesi, per Ratzinger la ragione deve sottomettersi alla religione che sola, può leggere nell'universo il razionale disegno divino.
Per qualcuno - pochi speriamo - ancora oggi, Galileo e soprattutto Bruno avevano torto nel privilegiare l’uso della ragione.
La prigionia per l’uno e le fiamme per l’altro, forse se le sono un tantino, tragicamente, cercate.

17 febbraio 2025. Gianni Latino

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