Vai ai contenuti

Il Cielo di Marzo 2025/2 - Associazione Astrofili-Savelli

Salta menù
Salta menù
NEWS
foto di Giuseppe Rotundo
II cielo di marzo 2025/2- (di Gianni Latino)
Mercurio
Nella prima parte de "Il cielo di marzo" accennavamo alla possibilità di rintracciare lo sfuggente Mercurio nel chiarore crepuscolare successivo al tramonto. L’avvistamento era favorito in particolare l'8 marzo, per la "grande" elongazione est – 18 gradi – del pianeta rispetto al Sole, dal quale dista mediamente 58 milioni di km. La sua rivoluzione, alla velocità di 45 km/s, si compie in 88 giorni terrestri, così la sua osservabilità dipende dalla sua collocazione nell’orbita e dalla sua distanza angolare dal Sole. Si parla di elongazione est quando il pianeta si trova sul piano dell’eclittica "a sinistra del Sole", tramontando, al massimo, un’ora e mezza dopo. Un’altra opportunità per osservarlo è quando si trova alla massima elongazione ovest. In questo caso, però, sarà rintracciabile, ma meno comodamente, al mattino a Est, circa un’ora e mezza prima dell’alba.
Mercurio, al telescopio, mostra fasi simili a quelle della Luna nella sua orbita intorno alla Terra. Il successivo diagramma (realizzato a mano!) mostra le orbite di Mercurio e Venere intorno al Sole, con le loro fasi. In senso antiorario dal basso: nuova, primo quarto, piena, ultimo quarto. Per Mercurio sono evidenziati la distanza minima e massima dal Sole (45 e 70 milioni di km) e gli angoli sottesi delle elongazioni (18° e 28°) visti dalla Terra.




Un’altra possibilità di osservazione si ha quando, essendo la sua orbita interna a quella terrestre, il piccolo pianeta si trova esattamente tra la Terra e il Sole. Lo si vedrà allora transitare come un piccolo cerchietto nero sopra il disco solare. L’astronomo tedesco Gassendi osservò per la prima volta il passaggio di Mercurio sul Sole il 7 novembre 1631, sulla base delle previsioni di Keplero, con la tecnica del foro stenopeico. “Gassendi osservò il fenomeno oscurando l’intera stanza e lasciando solo un forellino nell’imposta della finestra, attraverso il quale il Sole andò a formare sulla parete la sua immagine ….” (da B.H. Burghel, Dai Mondi lontani, Einaudi 1946). L’ultimo transito è avvenuto nel 2019, mentre il prossimo è previsto per il 13 novembre 2032.
Dunque, rintracciare la luce riflessa o l’ombra del pianeta Mercurio, il dio Ermes per i Greci, non è facile. Nonostante ciò, come astrofili (e non solo) varrà la pena farlo, se non altro per un debito di riconoscenza nei suoi confronti, dato che, secondo il mito, è stato l’inventore dell’astronomia. Di questo dio, protettore dei viaggiatori e dei commerci, potrete leggere la genesi e le caratteristiche antropomorfe nella sezione mitologica del nostro sito, curata e illustrata dall’amico Pietro Arcuri.  leggi articolo

Il cielo di marzo
Riprendiamo idealmente la nostra postazione di osservazione lontana dalle luci e con ampia visuale verso Sud – ci si immagina al boschetto di Savelli, sulla piattaforma dell’elisoccorso, dove abbiamo disegnato lo zodiaco – ma va bene qualsiasi altro luogo con analoghe caratteristiche. Sono le 22 del 15 marzo e c’è il disturbo della Luna, piena da un giorno (il 14 infatti è prevista la sua eclissi). Nei prossimi mesi, per osservare il cielo stellato, si dovrà scegliere un’altra data, distante dalla luce abbagliante del plenilunio. Al momento, per orientarci, utilizziamo la simulazione Stellarium riportata qui sotto.




Le luminose stelle del Cane Maggiore e di Orione stanno tramontando. Sulla mappa è indicata l’eclittica, la linea immaginaria che il Sole percorrerà apparentemente nei prossimi mesi, con le costellazioni zodiacali: da destra-ovest a sinistra-est il Toro (dove staziona Giove, proprio sul nostro stesso piano orbitale), i Gemelli (dove troviamo Marte), il Cancro, il Leone (appena sotto lo Zenith, indicato con il segno +^Z) e infine la Vergine.
Ovviamente, nel cielo osservato dal vero a occhio nudo, la linea dell’eclittica non si vede, quindi per individuare le costellazioni zodiacali primaverili del Leone e della Vergine dovremo affidarci a delle linee di direzione immaginarie tracciate utilizzando le forme delle costellazioni conosciute.




Nel disegno (sempre a mano) sopra riportato, se riconosciamo la nota costellazione del Grande Carro, o Orsa Maggiore, alta nel cielo primaverile, e dalla Polare prolunghiamo la linea retta che va alle prime due stelle del carro, incontreremo presto il Leone. Prolungando poi idealmente, con una grande linea curva, le tre stelle del timone del Grande Carro, incontreremo prima la stella Arturo nella costellazione a forma di aquilone del Boote (il Pastore) e poi Spica nella grande costellazione della Vergine (la Spigolatrice).
Arturo (dal greco arctos-ouro, che significa "coda dell’orsa") è la stella più luminosa (magnitudine -0,06) dell’emisfero settentrionale e la quarta di tutto il cielo, dopo Sirio, Canopo e Alfa Centauri. È stata classificata come una gigante arancione situata a circa 37 anni luce dalla Terra, con una massa simile a quella del Sole ma molto più grande e luminosa. Ha un colore arancione-rossastro dovuto alla sua temperatura superficiale relativamente bassa (circa 4.300 K). È una stella vecchia, con un’età stimata in 10 miliardi di anni, in una fase avanzata della sua evoluzione, e si pensa che un giorno diventerà una nana bianca.
Terminiamo con l accennare a un interessantissimo fenomeno previsto p er il Primo A prile 2025 : la congiunzione Luna Pleiadi . La Luna di appena 2 giorni, quindi con una piccola falce passera dopo le 22 a 0,01 gradi a Sud delle Pleiadi e in pratica occulterà alcune delle stelle dell ammasso aperto M45 .
In pratica osservando il gruppo a basso ingrandimento si potrà assistere alla scomparsa di almeno tre delle stelle più luminose Elettra, Maia e Merope d ie tro la parte oscura del disco lunare

Terminiamo accennando a un fenomeno interessante previsto per il 1° aprile 2025:
la congiunzione Luna Pleiadi.
La Luna, di appena 2 giorni, quindi con una piccola falce, passerà dopo le 22 a 0,01 gradi a Sud delle Pleiadi e, in pratica, occulterà alcune delle stelle dell’ammasso aperto M45.
Osservando il gruppo a basso ingrandimento, si potrà assistere alla scomparsa di almeno tre delle stelle più luminose Elettra, Maia e Merope dietro la parte oscura del disco lunare.

15 marzo 2025 – Gianni Latino
Torna ai contenuti
Icona dell'applicazione
Associazione Astrofili-Savelli Installa questa applicazione sulla tua schermata principale per un'esperienza migliore
Tocca Pulsante di installazione su iOS poi "Aggiungi alla tua schermata"