In questa data, nel 1960, il fisico T.H. Maiman mise in funzione il primo laser a stato solido (la prima luce coerente e monocromatica di colore rosso), dando così un notevole contributo allo sviluppo tecnologico. La luce è un bene strettamente legato a quei principi fondativi dell’UNESCO, educazione, uguaglianza e pace, per cui ancora tanto c’è da fare su ciò che essa riserva per il futuro.
È proprio nella luce che il cielo diventa pittura mutevole, un’opera che cambia con le ore, come se il tempo stesso fosse il suo pennello. In primavera diventa materia artistica: definisce i contorni, accende i dettagli, trasforma lo sguardo in contemplazione.
E proprio il colore è un aspetto delle radiazioni luminose che è sempre sotto i nostri occhi e che in genere rende piacevole la nostra vita. Come si afferma in campo scientifico:
"I colori non esistono in natura in senso assoluto, è la nostra mente insieme agli altri due protagonisti del processo percettivo, la luce e le proprietà fisiche dell'oggetto illuminato, a determinare una percezione cromatica”.
Alessandro Farini
dell'Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche
Per spiegare perché molti oggetti sono colorati è necessario approfondire le conoscenze appunto su ciò che chiamiamo luce. studiandola attraverso l'astrofisica, abbiamo approfondito alcuni dei misteri più profondi dell'universo mentre nell'esplorare l'ottica e l'ottica quantistica ci siamo immersi nel cuore della materia stessa. La luce che noi vediamo costituisce solo una parte di una lunga scala, analoga a quella musicale, in cui ci sono note più alte e note più basse di quelle udibili dall'orecchio umano. Il tipo di luce è caratterizzato dalla frequenza, al cui aumentare si passa dal rosso al blu, al violetto, all'ultravioletto e aumentando ancora la frequenza si trovano i raggi X, i raggi gamma e così via. Variando la frequenza nella direzione opposta, si va dal blu al rosso, alle onde infrarosse, alle onde della televisione, a quelle radio. Tutto ciò lo chiamiamo luce.
Quello che ci rivelano gli occhi, però, non esaurisce tutto ciò che esiste. La luce è uno stimolo di interazione elettromagnetica, di variazione del campo elettromagnetico nel tempo e nello spazio che arrivando sulla retina e diventando segnale elettrico viene poi interpretata dal nostro cervello. Il nostro sistema visivo, abituato a vedere stimoli, fissando qualcosa, si adatta a quei colori e questo meccanismo di adattamento capita in tutti i sistemi percettivi. Luce e colore sono un'interpretazione dei nostri sensi e questo prisma, che si rifrange in uno spettro, appartiene a tutti rendendo il cielo un’opera d’arte.
Preambolo
Zampe dell’Orsa Maggiore – Mosaico di singole foto scattate volutamente fuori fuoco per evidenziare i colori stellari ““ Dobson 18” ““ A5 ““ 285x ““ di Paolo PalmaLa scienza astronomica, oggi come in passato, continua a catturare l’attenzione, unendo motivazioni apparentemente lontane, ma che si intrecciano in modo profondo. Un cielo trapunto di stelle risale fin dalla notte dei tempi. Eppure la visione di quello straordinario tappeto di luci andrebbe assolutamente preservata così come quella conoscenza diffusa dell'astronomia che per millenni ha connesso l'uomo al cosmo. Il Cosmo si accende solo quando appare l'uomo che sa, non soltanto vedere queste luci, ma interpretarle. Il cielo è un prisma pieno di colori, una tecnologia che ricrea un ambiente tridimensionale, immersivo, grazie al quale i colori arrivano da ogni direzione. Un cielo gocciolante di stelle è sicuramente uno degli spettacoli più stupendi che la natura possa offrire, con svariati gusti, dove gli appassionati della volta celeste, possono dilettarsi a riconoscere gli astri con un binocolo, un telescopio o semplicemente con solo potere degli occhi. È consigliabile cominciare con le posizioni delle stelle più luminose e delle costellazioni circumpolari, per usarle come punti di riferimento (dell’universo come sosteneva J. Herschel) per individuare, attraverso relazioni geometriche, quelle più deboli e più lontane dal Polo. Tuttavia, questo oceano celeste lo distinguiamo in orizzonti partendo dall’area di cielo a Nord, dove possiamo apprezzare le abituali costellazioni, ma in posizione diversa al variare di stagione, di mese e di orario. La prospettiva galattica che si presenta in questo mese primaverile, mentre le ore di luce si allungano, è sublime: un percorso nel cielo che passa dal Grande e Piccolo Carro, al Boote, ai Cani da Caccia, alla Corona Boreale per finire al Leone e pertanto anche questo periodo ha un fascino tutto suo. "Io sono il narratore", scrive il poeta e matematico giapponese Kikuo Takano, "ma sono anche colui che ascolta"; un ascolto che non è mera ricezione, ma una capacità di essere in sintonia con le cose, di viverle profondamente, e al contempo di farne emergere la verità, opponendosi all'assalto costante dell'inautentico. Solo in questo modo, infatti, potremo mantenere aperta la nostra anima "alla luce alta e segreta del mondo". Pertanto la contemplazione della volta celeste significa che osservare il cielo non è un atto passivo, ma un ascolto silenzioso che ci invita a entrare in sintonia con l'universo.
Sceneggiatura





















