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foto di Giuseppe Rotundo
IL CIELO DI GIUGNO E LUGLIO/1
Giugno è il mese del solstizio d’estate. Alle nostre latitudini sono le giornate più lunghe dell’anno e più lunghi sono anche i crepuscoli, le magiche fasi del passaggio giorno – notte – giorno che ben conoscono gli astrofili più “militanti”, quelli che raggiungono prima del tramonto località di montagna per stazionare i propri strumenti - dal binocolo a pesanti sistemi equatoriali – e prepararsi a epiche nottate osservative, con il favore del buio della notte astronomica.
Si distinguono per definizione tre fasi del crepuscolo. Il crepuscolo civile inizia quando il sole scende fino a 6° sotto l'orizzonte, cominciano ad accendersi le prime luci artificiali ed è visibile il pianeta Venere e a volte anche le stelle più luminose. Il crepuscolo nautico, quando il sole è tra i 6° e 12° sotto l’orizzonte, tempo nel quale, tramite il sestante i marinai erano in grado di stabilire la loro posizione utilizzando le stelle, visibili fino alla terza magnitudine, e l'orizzonte ancora percepibile. Il crepuscolo astronomico con il sole fino a 18° sotto l’orizzonte.
A –18° il sole non rischiara più l’atmosfera e per la nostra postazione inizia la vera e propria notte astronomica, durante la quale si possono scorgere nel cielo, ad occhio nudo o con un binocolo, le deboli stelle di 6^ magnitudine, le nebulosità della via lattea e di alcuni oggetti del cielo profondo (ammassi globulari e aperti, galassie, nebulose diffuse) e le piccole meteore.
Per ammirare le profondità delle notti astronomiche è necessario però, oltre che recarsi in luoghi lontani dalla luce e con ampia visuale, evitare il disturbo della luna, privilegiando per l’osservazione le notti intorno alla fase di novilunio (grossomodo, favorevoli per il periodo giugno-luglio le notti dal 20 al 28 di ciascun mese).
Infine, va notato che la notte astronomica si riduce nel periodo anche a seconda della latitudine. Nel periodo giugno-luglio i fortunati astrofili calabresi potranno godere di un maggiore tempo di osservazione di quelli lumbard, come si può vedere nei valori medi riportati nella tabella sottostante.

Il cielo estivo è ricco di cose da vedere e il clima ci permette di indugiare ben oltre il crepuscolo. Proveremo perciò a passare in rassegna le principali costellazioni che di ora in ora nella pur breve notte astronomica potremmo osservare immaginandoci nelle nostre postazioni privilegiate del boschetto e del parco Lilio di Savelli, non senza prima rimarcare un altro aspetto astronomico per cui gli amanti locali del cielo sono avvantaggiati rispetto a quelli del Nord: a queste latitudini sono osservabili per intero e con una altezza apprezzabile le magnifiche plaghe dello Scorpione e del Sagittario, costellazioni poste sotto l’equatore celeste nella direzione del centro della nostra galassia e perciò ricche di innumerevoli oggetti. Successivamente esploreremo specifici temi legati alle zone di cielo visibili sopra di noi.
Guardando il cielo come sotto riportato dal ritaglio di Stellarium, cioè da Crotone il giorno 18 giugno dopo le 22, vedremo in alto allo zenith le costellazioni della Boote, con Arturo, la Corona Boreale e il notevole Ercole con il grande ammasso globulare M13. A destra-ovest verso il tramonto il Leone, a sinistra-est, sopra l’equatore il Triangolo Estivo ai vertici del quale sono Deneb nel Cigno, Vega nella Lira ed Altair nell’Aquila.
Il Triangolo (in particolare il Cigno) è attraversato dalla Via Lattea che si estende fino al proprio centro nel Sagittario. Ed infatti se dallo Zenith tra Boote ed Ercole scendiamo con lo sguardo verso Sud, adagiate sull’eclittica troviamo le costellazioni della poco brillante Bilancia, poi dello Scorpione e dell’Ofiuco, ricchi degli ammassi globulari posti intorno al centro della Via Lattea, nell’alone galattico. I due segni condividono lo stesso destini astrologico. Invero, Ofiuco è tutti gli effetti un segno zodiacale, trovandosi sull’eclittica - la linea immaginaria percorsa dal sole - ma per comodità è stato associato dagli astrologi allo spicchio dello Scorpione (immaginate le complicazioni di una sfera celeste suddivisa in 13 spicchi di 27,692307 gradi ciascuno).
Sono zone di cielo di grande interesse e suggestione specie se esplorate con calma e con l’ausilio di un binocolo e treppiede.

Nelle prossime puntate passeremo in rassegna gli oggetti più interessanti e alla portata di tutti, con un occhio particolare anche alla loro mitologia e con l’ausilio di opportune mappe stellari.
E, a proposito di mappe, vi lasciamo alla riflessione di un grande filosofo ungherese del secolo scorso, György Lukács:
“Felice il tempo nel quale la volta stellata è mappa dei sentieri praticabili e da percorrere, che il fulgore delle stelle rischiara”
Lukacs, nel suo Teoria del romanzo, ci ricorda la necessità di avere una volta del cielo che diventi mappa per scrivere e andare nel mondo. Mappe immaginarie e senza tempo.
Milano, 18 Giugno 2025
Gianni Latino