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ASSOCIAZIONE ASTROFILI SAVELLI


Benvenuto nel sito dell'Associazione Astrofili Savelli!
Associazione culturale appartenente al terzo settore che opera senza fini di lucro  per la divulgazione dell'astronomia e delle scienze.


DAGLI INFINITI MONDI
Notizie, informazioni, riflessioni, aggiornamenti, dal momento che ci sono "infiniti mondi simili a questo che vediamo, e ciascuno di essi ha la sua propria specie, il suo proprio genere, il suo proprio sole, i suoi propri astri."
Giordano Bruno,  De l'infinito, universo e mondi (1584)
IL CIELO DI GENNAIO 2025 (di Stefano Cidone)
  
L’invito di Leopardi a rapportarci all’infinito come meta a cui tendere per una vita di “senso”  e del personaggio Palomar di Calvino a confrontarsi con l’infinito cosmico con l’ambizione di raggiungere la saggezza è in stretto legame con l'osservazione del cielo stellato che ci invita a guardare oltre noi stessi, a perderci nell'immensità dell'universo, come se ogni stella fosse un frammento di un mistero senza fine. Abbracciare l'infinito come una fonte di ispirazione, come una spinta a vivere una vita orientata verso il mistero, la bellezza e la profondità. La nostra ambizione, come quella degli astronomi e dei filosofi, non deve essere quella di afferrare l'infinito, ma di tendervi, con umiltà e curiosità, riconoscendo che in questa ricerca risiede la vera saggezza e il vero senso dell'esistenza.
  
Nel nuovo anno, le luci del cosmo non si spegneranno, infatti si inizia con un cielo ricco di stelle come quello natalizio. Le costellazioni invernali risaltano e ci regalano una visione esclusiva allo Zenit del cielo stellato. La rassegna celeste, fra lo Zenit e il Sud, è dominata dall’asterismo composto dalle brillanti stelle Sirio, Procione, Polluce, Capella, Aldebaran e Rigel che compongono l'Esagono (o Circolo) Invernale.

Orizzonte Sud Crotone 22 gennaio 2025 ore 22. Creato con Stellarium
  
Da Est ad Ovest una fila di oggetti celesti Marte, Giove, Urano, Luna, Saturno, Venere che danzano sopra il cacciatore Orione già ai primi bui. Dopo poco più della metà del mese, sei pianeti saranno tutti ben visibili contemporaneamente (non tutti ad occhio nudo) sopra l’orizzonte nel tardo pomeriggio: Giove, Marte e Urano a Sud-Est mentre Venere, Saturno e Nettuno a Sud-Ovest, illumineranno il firmamento; parte dello spettacolo andrà avanti anche nelle ore successive nella parte Sud-Est della volta celeste ove i pianeti saranno ancora visibili tra le costellazioni dei Gemelli e del Toro.
Il 7 del mese la Luna, che ha completato un quarto della sua orbita ed è posizionata ad angolo retto rispetto al Sole quando, vista dalla Terra, apparirà mezza illuminata e visibile nel cielo serale.
Il 13, la prima Luna piena dell’anno, appare come un disco luminoso e rotondo nel cielo notturno, visibile tutta la notte. Il 21 il satellite è posizionato ad angolo retto rispetto al Sole visto dalla Terra e sarà mezzo illuminato e visibile nel cielo mattutino.
Infine con il novilunio del 29 gennaio, la Luna apparirà completamente scura e quindi solitamente invisibile ad occhio nudo.
Nel cielo non mancheranno nemmeno le congiunzioni: giorno 10 infatti avremo la congiunzione Luna-Pleiadi, il 13 la congiunzione Luna-Polluce, il 16 Luna-Regolo, il 21 Luna-Spica e infine il 25 Luna-Antares.
Non ci resta che alzare lo sguardo verso il cielo stellato. Nello spettacolo del firmamento dove lo sguardo si perde senza alcuna percezione di distanza ma dove tutto appare perfettamente studiato secondo un impeccabile ordine organizzato, cerchiamo di trovare le risposte alle infinite inquietudini dell’uomo del suo tempo.
il Cielo di Febbraio 2025 (di Gianni Latino)
Il cielo notturno è uno degli spettacoli più affascinanti della natura e, a nostro avviso, il modo migliore per apprezzarne la bellezza è guardarlo, semplicemente, ad occhio nudo. Per far ciò, non occorrono sofisticati e costosi telescopi, basta una buona vista, anche con correzione, abbigliamento comodo e caldo (anche d’estate!), e magari una sdraio se si vuole osservare con calma e comodità. Ma, soprattutto, serve una buona dose di fortuna, quella di vivere o potersi recare agevolmente in luoghi lontani dalle città, in paesi dove è facile sfuggire alle luci delle case e delle strade e dove non è difficile guadagnare postazioni aperte, rivolte a Sud, dove lo sguardo possa spaziare da Est a Ovest.
Ci accorgeremmo che l’aspetto del cielo cambia lentamente, da una notte all’altra, da un mese all’altro, a seconda delle stagioni, determinato dal movimento di rivoluzione della terra.
Così, se nelle ottimali condizioni sopra descritte fossimo andati il 15 di gennaio alle 22 in postazione e avessimo osservato le meraviglie del cielo di gennaio, così ben illustrate dall'amico Stefano Cidone, e tornassimo questo mese il 15 di febbraio alla medesima ora, ci accorgeremmo che qualcosa è cambiato.
Certo, non di molto, perché un mese di rivoluzione corrisponde a 2 ore.
Orione è ora decisamente spostato ad Ovest, ma ancora ben visibile sopra l’orizzonte. (tramonterà dopo la mezzanotte). Ne parla di lui già Omero, elevando a simbolo delle tempeste invernali, come di un gigante che è stato ucciso dallo Scorpione insieme al fido Sirio, abituale compagno delle sue battute di caccia, su mandato di Artemide, rivale nell’arte venatoria.
L’alfa di Orione è la famosa Betelgeuse, dall’arabo “Ibtal-Jawza” (la spalla del gigante), una stella gigante rossa, 3000K, distante oltre 500 anni luce e dalla luminosità e diametro variabili.
In un periodo di 2070 giorni il diametro passa da 750 a 1300 milioni di chilometri (nel sistema solare ingloberebbe l’orbita di Giove). Questa bellissima costellazione ospita un’altra supergigante, stavolta bianco azzurra, (12000 k) Rigel, e la nebulosa famosa che prende il nome dalla costellazione ospitante, M42.
Rigel occupa uno uno dei vertici dell’esagono invernale, un asterismo che domina con le sue brillanti stelle il cielo di questa stagione: Sirio, nel Cane Maggiore, Procione nel Cane minore, Polluce, nei Gemelli, Capella, nell’Auriga, Aldebaran, nel Toro.
Ad arricchire la brillantezza di questa porzione di cielo vi sono poi in questo periodo Giove, nel Toro, e Marte, in opposizione afelica, nei Gemelli.

Da Stellarium, Crotone 15.2.25

Mantenendo lo sguardo a Sud e alzandolo a perpendicolo verso lo Zenith troviamo le due costellazioni zodiacali dei Gemelli e del Cancro. La costellazione dei Gemelli, Castore e Polluce, è conosciuta e rappresentata già dai Babilonesi.
Nel mito greco sono i figli di Giove e Leda, regina di Sparta, e sono considerati protettori dei naviganti.
Castore ha attualmente magnitudine +1,59, ma fu designata dall’astronomo tedesco Bayer, autore di un famoso catalogo stellare nel 1603, come Alfa geminorum, ovvero la stella più luminosa dei Gemelli, mentre Polluce è Beta per Bayer, benchè oggi risulti più luminosa, +1,16. Non è escluso che siano avvenute delle variazioni nella luminosità delle due stelle.
Non sarebbe la prima volta che in tempi storici si siano verificate variazioni nella luminosità e nella posizione delle stelle un tempo considerate “fisse”.
Se alla sdraio aggiungiamo alla nostra attrezzatura un binocolo 8x42 o 10x50 e una staffa o treppiede dove appoggiarsi per mantenere ferma la visione, potremo scorgere ai piedi di Castore un notevole oggetto del catalogo Messier, l’ammasso aperto M35, composto da 300 stelle distanti oltre 2000 anni luce, in un campo di circa mezzo grado.
Altro oggetto notevole dello stesso catalogo, leggermente più a Est nella debole costellazione del Cancro è l’ammasso aperto M44, il Presepe. Percepibile ad occhio nudo in un cielo particolarmente buio – Ipparco lo descriveva come una piccola nube – è composto da centinaia di stelle in un campo di circa un grado.
Al binocolo si scorgono decine di stelle mentre scompare la nebulosità in cui apparentemente sono immerse osservandole ad occhio nudo. Venti secoli fa il passaggio del Sole nel Cancro coincideva con il Solstizio d’estate (ora nei Gemelli).
Rimane una costellazione molto debole, se confrontata con le precedenti invernali, con stelle per lo più di 4° magnitudine, e dalle origini incerte.
I Caldei vi videro un crostaceo con moto retrogrado simile al gambero, un po come il moto apparente del sole dopo che ne abbandonava la posizione.
Un poco più a Est, ma già alta sull’orizzonte (culminerà verso la mezzanotte) scorgiamo Regolo, dal latino Regolus, piccolo re, di colore bianco, una magnitudine di 1,36, distante 85 anni luce. Appartenente alla costellazione del Leone - un asterismo che annuncia la primavera e la cui forma è tra le più facilmente riconducibili alla raffigurazione mitologica del leone di Nemea, protagonista suo malgrado della prima delle 12 fatiche di Ercole – Regolo fu una delle prime stelle di cui si intuì il moto proprio.
Nel 127 a.C. Ipparco confrontando le proprie misure circa la posizione nel cielo di Regolo con quelle di due astronomi alessandrini quasi due secoli prima, scoprì la precessione degli equinozi e ne stimò la misura in 0,45’’ all’anno (molto vicina ai 50,2” misurati oggi).
La zona di cielo del Leone e quella successiva della Chioma di Berenice sono davvero ricche di galassie, ma la loro esplorazione è preclusa all’osservazione ad occhio nudo o con piccoli binocoli. Di questa e altre costellazioni primaverili parleremo alla prossima occasione.
Rimangono da segnalare i deboli sciami meteorici (tasso orario medi0= 5) del periodo
  • Leonidi di febbraio il cui periodo di visibilità è 1 febbraio – 28 febbraio;
  • Alpha Idridi (5 gennaio – 14 febbraio) e Delta Leonidi (15 febbraio – 10 marzo).

Infine, una citazione di cui indovinare la paternità:
Dovremmo volgere più spesso lo sguardo alle stelle, segno dell’infinito che c’è in ognuno di noi….

16.2.25 GL

Il cielo di Marzo 2025/1- (di Gianni Latino)
Rintracciare Mercurio nel chiarore del crepuscolo Questo mese di marzo 2025 offre l’opportunità di assistere a tre fenomeni astronomici quali l’elongazione di Mercurio, massima l’8 marzo; l’eclissi di luna, il 14 e l’eclissi parziale di sole, il 29. Si tratta certo di fenomeni non eclatanti, ma comunque di sicuro interesse per gli astrofili e più in generale per i curiosi che il cielo lo osservano semplicemente ad occhio nudo o con il binocolo. Sarà favorito chi abita al Nord, mentre per chi osserva dal prediletto territorio dell’alto crotonese, per motivi geografici, i tre fenomeni saranno di difficile accesso. In particolare, per scorgere Mercurio nel chiarore del crepuscolo occorre avere l’orizzonte Ovest completamente sgombro. E occorre che il pianeta sia ad una adeguata distanza angolare dal sole. In questi giorni è già rintracciabile con una magnitudine apparente di -0,5, una mezz’ora dopo il tramonto, sotto Venere di magnitudine -4, nella costellazione dei Pesci. Sabato 8 marzo la distanza dal Sole sarà di 18° e sarà relativamente facile vedere questo pianeta, la cui vicinanza con il Sole, lo rende davvero sfuggente. Arrischiandosi a puntare un telescopio – con il rischio per lo suo specchio e la vostra retina - è possibile scorgere la sua fase, ora al primo quarto, analoga a come appare Venere, o la Luna. Ma non si scorgerà alcun altro dettaglio, così sarà meglio accontentarsi di rintracciare il fuggevole dio Ermes nel bagliore successivo al tramonto. Di seguito una ripresa del 5 marzo dalla pianura milanese e una la congiunzione con Venere del prossimo 8 Marzo.


II cielo di marzo 2025/2- (di Gianni Latino)
Mercurio
Nella prima parte de "Il cielo di marzo" accennavamo alla possibilità di rintracciare lo sfuggente Mercurio nel chiarore crepuscolare successivo al tramonto. L’avvistamento era favorito in particolare l'8 marzo, per la "grande" elongazione est – 18 gradi – del pianeta rispetto al Sole, dal quale dista mediamente 58 milioni di km. La sua rivoluzione, alla velocità di 45 km/s, si compie in 88 giorni terrestri, così la sua osservabilità dipende dalla sua collocazione nell’orbita e dalla sua distanza angolare dal Sole. Si parla di elongazione est quando il pianeta si trova sul piano dell’eclittica "a sinistra del Sole", tramontando, al massimo, un’ora e mezza dopo. Un’altra opportunità per osservarlo è quando si trova alla massima elongazione ovest. In questo caso, però, sarà rintracciabile, ma meno comodamente, al mattino a Est, circa un’ora e mezza prima dell’alba.
Mercurio, al telescopio, mostra fasi simili a quelle della Luna nella sua orbita intorno alla Terra. Il successivo diagramma (realizzato a mano!) mostra le orbite di Mercurio e Venere intorno al Sole, con le loro fasi. In senso antiorario dal basso: nuova, primo quarto, piena, ultimo quarto. Per Mercurio sono evidenziati la distanza minima e massima dal Sole (45 e 70 milioni di km) e gli angoli sottesi delle elongazioni (18° e 28°) visti dalla Terra.




Un’altra possibilità di osservazione si ha quando, essendo la sua orbita interna a quella terrestre, il piccolo pianeta si trova esattamente tra la Terra e il Sole. Lo si vedrà allora transitare come un piccolo cerchietto nero sopra il disco solare. L’astronomo tedesco Gassendi osservò per la prima volta il passaggio di Mercurio sul Sole il 7 novembre 1631, sulla base delle previsioni di Keplero, con la tecnica del foro stenopeico. “Gassendi osservò il fenomeno oscurando l’intera stanza e lasciando solo un forellino nell’imposta della finestra, attraverso il quale il Sole andò a formare sulla parete la sua immagine ….” (da B.H. Burghel, Dai Mondi lontani, Einaudi 1946). L’ultimo transito è avvenuto nel 2019, mentre il prossimo è previsto per il 13 novembre 2032.
Dunque, rintracciare la luce riflessa o l’ombra del pianeta Mercurio, il dio Ermes per i Greci, non è facile. Nonostante ciò, come astrofili (e non solo) varrà la pena farlo, se non altro per un debito di riconoscenza nei suoi confronti, dato che, secondo il mito, è stato l’inventore dell’astronomia. Di questo dio, protettore dei viaggiatori e dei commerci, potrete leggere la genesi e le caratteristiche antropomorfe nella sezione mitologica del nostro sito, curata e illustrata dall’amico Pietro Arcuri.  leggi articolo

Il cielo di marzo
Riprendiamo idealmente la nostra postazione di osservazione lontana dalle luci e con ampia visuale verso Sud – ci si immagina al boschetto di Savelli, sulla piattaforma dell’elisoccorso, dove abbiamo disegnato lo zodiaco – ma va bene qualsiasi altro luogo con analoghe caratteristiche. Sono le 22 del 15 marzo e c’è il disturbo della Luna, piena da un giorno (il 14 infatti è prevista la sua eclissi). Nei prossimi mesi, per osservare il cielo stellato, si dovrà scegliere un’altra data, distante dalla luce abbagliante del plenilunio. Al momento, per orientarci, utilizziamo la simulazione Stellarium riportata qui sotto.




Le luminose stelle del Cane Maggiore e di Orione stanno tramontando. Sulla mappa è indicata l’eclittica, la linea immaginaria che il Sole percorrerà apparentemente nei prossimi mesi, con le costellazioni zodiacali: da destra-ovest a sinistra-est il Toro (dove staziona Giove, proprio sul nostro stesso piano orbitale), i Gemelli (dove troviamo Marte), il Cancro, il Leone (appena sotto lo Zenith, indicato con il segno +^Z) e infine la Vergine.
Ovviamente, nel cielo osservato dal vero a occhio nudo, la linea dell’eclittica non si vede, quindi per individuare le costellazioni zodiacali primaverili del Leone e della Vergine dovremo affidarci a delle linee di direzione immaginarie tracciate utilizzando le forme delle costellazioni conosciute.




Nel disegno (sempre a mano) sopra riportato, se riconosciamo la nota costellazione del Grande Carro, o Orsa Maggiore, alta nel cielo primaverile, e dalla Polare prolunghiamo la linea retta che va alle prime due stelle del carro, incontreremo presto il Leone. Prolungando poi idealmente, con una grande linea curva, le tre stelle del timone del Grande Carro, incontreremo prima la stella Arturo nella costellazione a forma di aquilone del Boote (il Pastore) e poi Spica nella grande costellazione della Vergine (la Spigolatrice).
Arturo (dal greco arctos-ouro, che significa "coda dell’orsa") è la stella più luminosa (magnitudine -0,06) dell’emisfero settentrionale e la quarta di tutto il cielo, dopo Sirio, Canopo e Alfa Centauri. È stata classificata come una gigante arancione situata a circa 37 anni luce dalla Terra, con una massa simile a quella del Sole ma molto più grande e luminosa. Ha un colore arancione-rossastro dovuto alla sua temperatura superficiale relativamente bassa (circa 4.300 K). È una stella vecchia, con un’età stimata in 10 miliardi di anni, in una fase avanzata della sua evoluzione, e si pensa che un giorno diventerà una nana bianca.
Terminiamo con l accennare a un interessantissimo fenomeno previsto p er il Primo A prile 2025 : la congiunzione Luna Pleiadi . La Luna di appena 2 giorni, quindi con una piccola falce passera dopo le 22 a 0,01 gradi a Sud delle Pleiadi e in pratica occulterà alcune delle stelle dell ammasso aperto M45 .
In pratica osservando il gruppo a basso ingrandimento si potrà assistere alla scomparsa di almeno tre delle stelle più luminose Elettra, Maia e Merope d ie tro la parte oscura del disco lunare

Terminiamo accennando a un fenomeno interessante previsto per il 1° aprile 2025:
la congiunzione Luna Pleiadi.
La Luna, di appena 2 giorni, quindi con una piccola falce, passerà dopo le 22 a 0,01 gradi a Sud delle Pleiadi e, in pratica, occulterà alcune delle stelle dell’ammasso aperto M45.
Osservando il gruppo a basso ingrandimento, si potrà assistere alla scomparsa di almeno tre delle stelle più luminose Elettra, Maia e Merope dietro la parte oscura del disco lunare.

15 marzo 2025 – Gianni Latino
Il cielo di Aprile 2025 (di Gianni LATINO)
Le sere di primavera inoltrata, con il crepuscolo che si allunga e l’aria che si fa meno fredda, sembrano prestarsi alla contemplazione del cielo stellato. Il 15 di aprile, alla latitudine di Crotone, la notte vera e propria comincia dopo le 21, circa un’ora e mezza dopo il tramonto, quando termina il crepuscolo astronomico e il Sole è oltre 18° sotto l’orizzonte. Alle 22 quindi, se potessimo osservare il cielo dalla postazione privilegiata del boschetto di Savelli, o del Parco Lilio, potremmo ancora vedere a Ovest, al tramonto, le brillanti stelle dell’inverno, come Betelgeuse e Bellatrix, le spalle di Orione, Capella (la capretta) in Auriga, i Gemelli Castore e Polluce, i pianeti Giove e Marte, mentre a Est è già alta Arturo e a seguire Spica nella Vergine, già descritte nel mese di marzo.
Volgendo lo sguardo a Sud, ma quasi allo Zenith, al centro del campo visivo, rivediamo la facilmente distinguibile costellazione del Leone, con la brillante Regolo.
Nell’immagine sotto riportata da Stellarium sono evidenziate le curve dell’eclittica che ci aiuta ad intuire dove sfilano le costellazioni zodiacali (da ovest a est, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia) e in arancio l’equatore celeste, che non è altro che la proiezione sulla volta celeste dell’equatore terrestre. Questo ci può aiutare a distinguere le costellazioni australi, sotto l’equatore, da quelle boreali, sopra.
Prima dell’imminente disturbo della Luna quasi piena, potremmo tentare di individuare la lunghissima costellazione dell’Idra, il grande serpente d’acqua che sarà ucciso da Ercole nella sua seconda fatica. Le poco brillanti stelle del corpo del serpente, di 3° o 4° magnitudine possono essere individuate sotto l’equatore celeste, mentre la testa sporge nell’emisfero boreale. L’astro più brillante, di magnitudine 2, è Alphard, “la solitaria” , una stella di colore arancio distante 95 anni luce.
Poco sopra il corpo dell’Idra le piccole costellazioni del Corvo e del Cratere (il calice di Bacco, o di Apollo a seconda della tradizione mitologica).



A dir la verità la volta celeste in primavera è più scura che ne resto dell’anno, rada come il sottobosco ai margini di una pineta, e con poche stelle brillanti. Tale impressione è determinata dall’effetto prospettico della nostra posizione semiperiferica in un braccio della nostra galassia. Guardando verso questa parte di cielo è come se la direzione del nostro sguardo fosse perpendicolare al piano equatoriale della nostra galassia, cioè verso l’esterno in una zona libera da nubi di polvere interstellare o da ammassi e nebulose interne alla Via Lattea.
Con telescopi di buone dimensioni, dai 20 cm di diametro in su, potremmo osservare nelle costellazioni della Vergine e della Chioma di Berenice decine di nebulose facenti parte del superammasso di galassie, per lo più di tipo a spirale, della Vergine-Chioma.
Questo superammasso della Vergine-Chioma pare che sia una vasta struttura cosmica che comprende decine di migliaia di galassie e si estende per oltre 100 milioni di anni luce. La nostra galassia, la Via Lattea, insieme al Gruppo Locale (composto anche dalla famosa galassia di Andromeda), fa parte di questo superammasso, anche se si trova nella sua periferia. Potrebbe essere l’occasione per mettere alla prova il Ritchey-Chrétien da 50 cm dell’osservatorio di Savelli al Parco Lilio. Altrimenti, in questo periodo di feste che vanno dalla prima domenica successiva al primo plenilunio di primavera, all’ottantesimo anniversario della liberazione dal nazifascismo, agli astrofili visuali non resta che lasciarsi andare al dolce dormire di aprile.

Gianni Latino

IL CIELO DI MAGGIO 2025 (di Stefano Cidone)

Notte stellata sul Rodano di Vincent van Gogh via Commons

Il cielo come un'opera d'arte
Così come il “senso dell'arte” si sposta dall'oggetto alla mente dell'artista, il “senso del cielo”, ovvero il contemplare il cielo stellato, si sposta dall’oggetto celeste alla mente dell’osservatore. Non esistono più metodi o pratiche definite: si può fare arte con qualsiasi linguaggio, si può disegnare e “leggere il cielo” con qualsiasi occhio.
Il recinto celeste è talmente vasto da sembrare praticamente impossibile definirne i confini. Come l'arte, il cielo è letteralmente ovunque e solo la validità dell'idea può rappresentare un appiglio a cui ci si può agganciare per riconoscerne il senso. Come un colpo di pennello netto al centro della tela, rompe l’ovvio, introduce un’intuizione e si inizia ad esplorare uno spazio sconosciuto, in cui nemmeno l’artista—cioè l’osservatore—sa cosa potremmo incontrare.
La volta celeste, come un’artista, suscita curiosità per mondi e idee inaspettate, ci apre porte impreviste, ci invita ad affrontare il futuro senza sapere come sarà, ma con lo sguardo rivolto oltre. Come le opere d'arte contemporanea più valide, il cielo ci pone domande, interrogativi più o meno profondi, prendendo la realtà che viviamo e rimescolandola con elementi imprevedibili fino a lasciarci interdetti. Per questo spesso è difficile comprendere il senso e per questo ci troviamo spaesati di fronte alla sua immensità. Come l'arte, il cielo è in costante evoluzione e noi siamo parte di questo.
Con l’arrivo della primavera, la stagione dei colori, l’arte del cielo si rinnova ogni giorno accendendo sfumature inattese. La luce torna a essere protagonista: non solo illumina, ma scolpisce, plasma lo spazio, lo rende visibile e vivo.

Il 16 Maggio di ogni anno l’UNESCO celebra la luce con “International Day of Light“.

Theodore Maiman
In questa data, nel 1960, il fisico T.H. Maiman mise in funzione il primo laser a stato solido (la prima luce coerente e monocromatica di colore rosso), dando così un notevole contributo allo sviluppo tecnologico. La luce è un bene strettamente legato a quei principi fondativi dell’UNESCO, educazione, uguaglianza e pace, per cui ancora tanto c’è da fare su ciò che essa riserva per il futuro.
È proprio nella luce che il cielo diventa pittura mutevole, un’opera che cambia con le ore, come se il tempo stesso fosse il suo pennello. In primavera diventa materia artistica: definisce i contorni, accende i dettagli, trasforma lo sguardo in contemplazione.
E proprio il colore è un aspetto delle radiazioni luminose che è sempre sotto i nostri occhi e che in genere rende piacevole la nostra vita. Come si afferma in campo scientifico:

"I colori non esistono in natura in senso assoluto, è la nostra mente insieme agli altri due protagonisti del processo percettivo, la luce e le proprietà fisiche dell'oggetto illuminato, a determinare una percezione cromatica”.

Alessandro Farini
dell'Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche

Per spiegare perché molti oggetti sono colorati è necessario approfondire le conoscenze appunto su ciò che chiamiamo luce. studiandola attraverso l'astrofisica, abbiamo approfondito alcuni dei misteri più profondi dell'universo mentre nell'esplorare l'ottica e l'ottica quantistica ci siamo immersi nel cuore della materia stessa. La luce che noi vediamo costituisce solo una parte di una lunga scala, analoga a quella musicale, in cui ci sono note più alte e note più basse di quelle udibili dall'orecchio umano. Il tipo di luce è caratterizzato dalla frequenza, al cui aumentare si passa dal rosso al blu, al violetto, all'ultravioletto e aumentando ancora la frequenza si trovano i raggi X, i raggi gamma e così via. Variando la frequenza nella direzione opposta, si va dal blu al rosso, alle onde infrarosse, alle onde della televisione, a quelle radio. Tutto ciò lo chiamiamo luce.
Quello che ci rivelano gli occhi, però, non esaurisce tutto ciò che esiste. La luce è uno stimolo di interazione elettromagnetica, di variazione del campo elettromagnetico nel tempo e nello spazio che arrivando sulla retina e diventando segnale elettrico viene poi interpretata dal nostro cervello. Il nostro sistema visivo, abituato a vedere stimoli, fissando qualcosa, si adatta a quei colori e questo meccanismo di adattamento capita in tutti i sistemi percettivi. Luce e colore sono un'interpretazione dei nostri sensi e questo prisma, che si rifrange in uno spettro, appartiene a tutti rendendo il cielo un’opera d’arte.

Preambolo
Zampe dell’Orsa Maggiore – Mosaico di singole foto scattate volutamente fuori fuoco per evidenziare i colori stellari ““ Dobson 18” ““ A5 ““ 285x ““ di Paolo Palma

La scienza astronomica, oggi come in passato, continua a catturare l’attenzione, unendo motivazioni apparentemente lontane, ma che si intrecciano in modo profondo. Un cielo trapunto di stelle risale fin dalla notte dei tempi. Eppure la visione di quello straordinario tappeto di luci andrebbe assolutamente preservata così come quella conoscenza diffusa dell'astronomia che per millenni ha connesso l'uomo al cosmo. Il Cosmo si accende solo quando appare l'uomo che sa, non soltanto vedere queste luci, ma interpretarle. Il cielo è un prisma pieno di colori, una tecnologia che ricrea un ambiente tridimensionale, immersivo, grazie al quale i colori arrivano da ogni direzione. Un cielo gocciolante di stelle è sicuramente uno degli spettacoli più stupendi che la natura possa offrire, con svariati gusti, dove gli appassionati della volta celeste, possono dilettarsi a riconoscere gli astri con un binocolo, un telescopio o semplicemente con solo potere degli occhi. È consigliabile cominciare con le posizioni delle stelle più luminose e delle costellazioni circumpolari, per usarle come punti di riferimento (dell’universo come sosteneva J. Herschel) per individuare, attraverso relazioni geometriche, quelle più deboli e più lontane dal Polo. Tuttavia, questo oceano celeste lo distinguiamo in orizzonti partendo dall’area di cielo a Nord, dove possiamo apprezzare le abituali costellazioni, ma in posizione diversa al variare di stagione, di mese e di orario. La prospettiva galattica che si presenta in questo mese primaverile, mentre le ore di luce si allungano, è sublime: un percorso nel cielo che passa dal Grande e Piccolo Carro, al Boote, ai Cani da Caccia, alla Corona Boreale per finire al Leone e pertanto anche questo periodo ha un fascino tutto suo. "Io sono il narratore", scrive il poeta e matematico giapponese Kikuo Takano, "ma sono anche colui che ascolta"; un ascolto che non è mera ricezione, ma una capacità di essere in sintonia con le cose, di viverle profondamente, e al contempo di farne emergere la verità, opponendosi all'assalto costante dell'inautentico. Solo in questo modo, infatti, potremo mantenere aperta la nostra anima "alla luce alta e segreta del mondo". Pertanto la contemplazione della volta celeste significa che osservare il cielo non è un atto passivo, ma un ascolto silenzioso che ci invita a entrare in sintonia con l'universo.

Sceneggiatura

Uno scorcio del cielo di maggio come mostrato da Stellarium
Il cielo di maggio appare come un'anticipazione del cielo estivo; le costellazioni tipiche dell'inverno sono ormai tramontate e la Via Lattea estiva comincia a comparire ad est. Sdraiarsi sotto un cielo buio, nelle serate di maggio ormai caratterizzate da un clima primaverile ed aspettare l’evolversi di un’ammirabile sceneggiatura, è un assaporare l’estate che si sta avvicinando. Da un cielo d’inverno che ha visto la sagoma di Orione attraversata dal disco invernale della maestosa Via Lattea e ricco di brillanti stelle che, con il loro chiarore diffuso, come una luce nello spazio, illuminavano le freddi e secche notti ad un cielo più povero di stelle luminose, ormai privo dalla caratteristica scia della Via Lattea tutt'intorno all'orizzonte, ma comunque non povero di oggetti celesti di notevole interesse. Circondati da un disordine stellare, servendosi di una cartina celeste, l’osservatore in prima serata potrà dilettarsi tra diverse costellazioni (Boote, Cani da Caccia, Chioma di Berenice, Corona Boreale, Corvo, Leone, Idra, Sestante e Vergine) e ammirare alla latitudine di 40 gradi stelle di prima grandezza: Sirio nel Cane Maggiore collocata a Sud-Ovest bassa sull'orizzonte;
Vega nella Lira che sorge a Nord-Est; Capella nell’Auriga a Nord-Ovest; Arturo nel Boote a metà tra lo Zenit e l'Est; Procione, bianco-giallastra, nel Cane Minore a Sud-Ovest; Betelgeuse in Orione, rossastra, in basso a Ovest; Aldebaran nel Toro, arancione, collocata a Nord-Ovest; Polluce nei Gemelli a metà strada in basso a Ovest; Spica nella Vergine a Sud-Est; Regolo nel Leone alta a Sud; Deneb nel Cigno che sorge a Nord-Est.

ORIZZONTE EST

Maggio 2025. Orizzonte est. Realizzato con timeanddate
Muovendosi con gli occhi” ad Est, fa la sua comparsa l'asterismo del Triangolo Estivo, pur se molto basso, con le costellazioni del Cigno e della Lira. Nel Cigno, dalla forma particolare e che risulterà sempre più visibile nelle ore civili dei mesi estivi, e nella costellazione non molto estesa della Lira che saranno sempre più visibili con l'avanzare delle ore e dei giorni, spiccano la supergigante Deneb biancastra distante 3000 anni luce e la brillante stella bianco-bluastra Vega distante 25 anni luce dal Sole. Ad Est Ercole seguito dalla Corona Boreale, dal Serpente, da Ofiuco e dalla Vergine. Rispetto al Boote in alto ad Est, dalla parte opposta del Grande Carro, si scorge una costellazione costituita da una serie di stelle disposte a semicerchio chiamata Corona Boreale dove brilla la stella Gemma. Proseguendo lungo una linea che conserva la curvatura del timone del Grande Carro si intercetta Arturo (la prima stella che si vede al tramonto) a metà tra lo Zenit e l'est, e quindi Spica nella costellazione della Vergine. La costellazione dedicata a Ercole, situata fra la Lira e la Corona Boreale e che sembra poggiare il capo su quello di Ofiuco, è visibile da maggio a ottobre. Ofiuco, dal latino “colui che tiene il serpente”, d’altra parte si estende a cavallo dell’equatore celeste, in una regione celeste che lo rende osservabile da quasi tutte le aree della Terra, tranne quelle polari.

NORD

Volendo “toccare le stelle” allo Zenit prevalgono le figure dell’Orsa Maggiore, del Boote e dei Cani da Caccia con Cor Caroli, una delle più graziose stelle doppie facilmente risolvibile con un telescopio di piccole dimensioni. A Nord anche il Dragone, a ridosso dell’Orsa Minore, si presenta in buone condizioni di osservabilità ed è una delle costellazioni più grandi della volta celeste. Da questa regione ben alta nel cielo, prolungando verso sud l'arco segnato dal timone del Grande Carro si possono facilmente individuare la luminosissima stella arancione Arturo della costellazione del Boote e la bluastra stella Spica nella Vergine. Arturo è una gigante distante 37 anni luce dalla Terra ed è una delle stelle più brillanti dell'emisfero boreale che si lascia ammirare in tutto il suo splendore in queste notti di primavera. Partendo dalle prime due stelle contigue alla coda, Phecda e Megrez, e prolungando il loro allineamento in direzione sud si può facilmente ritrovare la stella Regolo, per molti secoli conosciuta come "Cuore del Leone", una delle più luminose nel cielo notturno. Il grande mestolo, così viene chiamato dagli anglosassoni l'asterismo dal Grande Carro, si alza verso le parti più alte del cielo e ci aiuta a ritrovare la Stella Polare, mentre la costellazione di Cassiopea, dalla parte opposta al Grande Carro rispetto alla Polare, con il suo un gruppo di stelle dalla caratteristica forma di W si abbassa verso l’orizzonte lungo il ramo della Via Lattea.

SUD

Della sfera celeste, a Sud, sono ben evidenti le stelle settentrionali del Centauro, visibile per intero nell’emisfero sud e osservabile solo in parte dalla nostra latitudine a inizio estate. A partire dalle medie latitudini boreali, avendo a disposizione un cielo meridionale libero da ostacoli, è possibile osservare il celebre e popolatissimo ammasso globulare Omega Centauri (NGC 5139), il più luminoso della volta celeste ed anche uno dei più vicini distando solo 16.000 anni luce dal Sole.
Il Centauro è una delle costellazioni australi più brillanti ed estese del cielo notturno e comprende α Centauri (4,4 anni luce dalla Terra) fisicamente associata alla nana rossa Proxima Centauri celebre per essere la più vicina alla Terra dopo il Sole. A Sud-Est più in alto, dal caratteristico color arancio, la luminosa Arturo (il Guardiano dell’Orso) che sorge proprio nella costellazione del Boote mentre dalla parte opposta la stella Regolo nel Leone, bianco-bluastra, osservabile con un binocolo o un piccolo telescopio e intercettabile a partire dalle stelle Megrez e Phecda del Grande Carro. A Sud-Est, fa la sua comparsa la parte più settentrionale della splendente Scorpione, con la rossa stella Antares, il cuore della costellazione, e il gruppo indistinto di stelle luminose facenti parte della costellazione australe del Lupo che alle nostre latitudini si può vedere quasi nella sua interezza. In pieno Sud, sopra l'orizzonte, le costellazioni della Vergine dove è possibile ammirare la brillante stella Spica e la Chioma di Berenice tra il Leone e Boote. In basso all'orizzonte, a Sud-Ovest, l'estesa costellazione dell’Idra non facile da individuare anche per la scarsa luminosità delle stelle che la compongono ma che in primavera ha il miglior periodo di osservabilità. Più in alto, sembrano (ergersi) poggiarsi su questo lungo serpente strisciante, l’antica costellazione del Corvo dalla forma a vela e quella piccolissima del Sestante di cui è possibile identificare con i soli occhi la gigante bianco-azzurra Alpha Sextantis con un cielo particolarmente pulito.

OVEST

Ponendo lo sguardo ad Ovest, una parte dell'Idra, il Cancro e i Gemelli si abbassano sempre più sull'orizzonte, mentre a nord parte dell'Auriga e di Perseo risultano ancora visibili. Ad Ovest, il sorgere dello Scorpione, splendente costellazione che raggiungerà la massima altezza nel mese di giugno, corrisponde al tramontare dalla parte opposta della brillante costellazione di Orione e del Cane Maggiore con Sirio, la brillantissima stella bianco-bluastra che dominava i cieli invernali. Il cielo porta via il Cancro, la costellazione meno luminosa dello zodiaco ma contenente l'interessante ammasso stellare del Presepio o Alveare o M44 (osservabile se l’inquinamento luminoso lo consente), la coppia dei Gemelli che si tengono per mano (e dove si trova il Sole al solstizio d’estate) che è tra le costellazioni principali dello zodiaco e Auriga (il Cocchiere), che nella più antica delle mitologie si riferisce all'importante invenzione del carro trainato dai cavalli, individuabile grazie a un singolare allineamento di stelle a forma di pentagono irregolare. Le stelle Castore e Polluce (giallastra) dei Gemelli, individuabili con una linea congiungente Megrez e Merak del Grande Carro, insieme alla luminosissima e giallognola Capella (Capretta) sono facilmente visibili e adornano questa porzione di cielo ma declinano velocemente verso l’orizzonte mentre le costellazione del Toro e di Perseo (dove brilla Algol, la stella del diavolo) tramontano.

Sciami meteorici
Quando le correnti dei meteoroidi incontrano la Terra entrano nell'atmosfera e si vaporizzano danno origine alle meteore. Provenendo tutti da certi correnti, creano un effetto ottico, per cui sembrano provenire da una certa zona del cielo (radiante). Si ha quindi uno sciame di meteore, che viene nominato in base al punto del cielo da cui sembrano provenire le tracce luminose. Anche nel mese di maggio la Terra attraversa diverse nubi di detriti lasciate da comete o da asteroidi in disgregazione. Ricordiamo tra questi gli eventi astronomici la pioggia di meteoriti Eta Aquaridi (031 ETA), tendenzialmente rare ma estremamente luminose (intense). La pioggia, prodotta da particelle (detriti) di polvere lasciate dalla nota cometa di 1P/Halley, è attiva circa dal 20 aprile al 21 maggio ma il picco si avrà nella notte
tra il 3 e 4 maggio producendo in media da 10-30 meteore all'ora alle nostre latitudini. Per l’osservazione si consiglia un luogo buio dopo le 24:00 e vedrà le meteore irradiarsi a gran velocità (circa 65 km/s) dalla costellazione dell'Acquario (posizione del radiante), ma possono brillare ovunque nel cielo, grazie anche all’assenza della Luna tramontata a quell’ora. Questo sciame, noto per produrre molte tracce di meteore persistenti, promette uno spettacolo da non perdere appena prima dell’alba visibile anche da centinaia di km di distanza.

Luna
La mezza mela d’oro che misura il nostro tempo fin dall’antichità ha caratterizzato, con la sua luce, le notti delle diverse civiltà come fosse una lampada in grado di offrire sicurezza. Una spettatrice dei destini degli umani che in base alla posizione lungo la propria orbita è vista da ogni località della Terra con angolazioni diverse, motivo per cui la sua superficie appare totalmente, parzialmente o per niente illuminata dalla luce del Sole. L’osservazione del cielo profondo sicuramente è conveniente quando l’intensa luce lunare non illumina il cielo impedendo di scrutare anche i piccoli dettagli celesti. Il nostro satellite naturale con la sua luce argentea brilla nel cielo già dai primi giorni del mese, infatti nel primo giorno del mese sarà nella fase a forma crescente, quindi appare sottile, ottimo momento per vedere le caratteristiche della superficie lunare. Giorno 3 maggio sarà in congiunzione con la stella Polluce della costellazione dei Gemelli (stessa cosa il 30 maggio) e comparirà anche Marte nel campo visivo. Con il passare dei giorni l'area illuminata si espande lentamente fino alla fase del primo quarto, giorno 4 maggio, che si verifica quando il satellite ha completato un quarto della sua orbita. Il satellite sarà posizionato ad angolo retto rispetto al Sole appare metà illuminato e metà oscuro ed è visibile nel cielo serale in congiunzione con il pianeta rosso Marte. Si potranno osservare ad occhio nudo o con un paio di binocoli nella costellazione del Cancro. Il giorno successivo sarà nella fase di gibbosa crescente, illuminata per oltre il 50%, per circa 7 giorni durante i quali è sempre più illuminata, visibile nella maggior parte del cielo notturno e tramonta poche ore prima dell'alba e splenderà in congiunzione con la stella Regolo. Il 12 maggio è il giorno della Luna piena, la cosiddetta Luna dei Fiori e si troverà dal lato opposto della Terra rispetto al Sole, ma in pratica il disco lunare sembrerà pieno sia la notte prima che quella dopo tale evento (tecnicamente la Luna piena dura solo un momento). Il nostro satellite naturale, che sarà nella costellazione della Bilancia, passa quindi nella quinta fase del ciclo lunare raggiungendo il punto medio della sua orbita. In tale fase Full Moon la Luna domina il cielo, circondata da una corona di luce che irradia raggi verso l’infinito, sarà visibile nel cielo notturno per tutta la notte, sorge al tramonto a est e tramonta all'alba della mattina successiva. L’indomani si troverà nella fase di gibbosa calante, l'illuminazione inizia a ridursi ogni giorno fino a quando l'area illuminata si restringe lentamente fino alla fase dell'ultimo quarto con un'illuminazione del 50%. La Luna sorge sempre più tardi ogni notte tramontando dopo l'alba al mattino quindi visibile anche nelle prime ore del mattino sull'orizzonte occidentale. Il giorno dopo apparirà nel cielo stellato in congiunzione con la splendente stella doppia Antares della costellazione dello Scorpione e si potranno ammirare ad occhio nudo o con un binocolo. Il 20 del mese sarà nella fase dell’ultimo quarto, che si verifica circa 3 settimane dopo la Luna nuova, quando la Luna è a tre quarti della sua orbita attorno alla Terra; il suo lato sinistro è illuminato e il lato destro è scuro e appare mezza illuminata ed è visibile nel cielo serale. Il giorno dopo sarà nella fase di Luna calante, l’ultima fase del ciclo lunare. In questa fase l'area illuminata si restringe lentamente ogni giorno. Il momento migliore per osservare questa fase è un'ora o due prima dell'alba ed è molto bella da vedere per notare le caratteristiche della superficie lunare con un telescopio o un binocolo. Brillerà, in congiunzione, con i pianeti Saturno e Nettuno il 22 maggio mentre due giorni dopo con il pianeta Venere sempre nei pressi della costellazione dei Pesci, e osservabili ad occhio nudo ma ancor meglio con binocolo o
telescopio. Giorno 27, la prima fase del ciclo lunare (fase di Luna nuova - lunazione) che si verifica quando il satellite si trova tra la Terra e il Sole e appare completamente scuro, solitamente invisibile a occhio nudo in quanto troppo vicino al Sole (quindi la sua parte luminosa sarà rivolta lontano dalla Terra). La Luna sorge e tramonta con il Sole e non è presente nel cielo notturno, motivo per cui il cielo notturno è più scuro ed è il miglior momento per l’osservazione di altri corpi celesti, come le stelle perché la luce lunare non ne ostacolerà la vista. Il 28 maggio, dopo il novilunio, ritorna nella fase crescente che si verifica tra la Luna nuova e il primo quarto di Luna. In questa prima fase dopo la Luna nuova può essere vista nel cielo occidentale dopo che il Sole scende sotto l'orizzonte al tramonto. La Luna è vicina al Sole nel cielo ed è per lo più scura tranne per il bordo destro che diventa più luminoso man mano che i giorni si avvicinano alla fase successiva. Lasciamoci quindi trasportare dallo stupore di osservare la Luna, sospesa in un cielo scuro punteggiato di stelle, la cui luce notturna ha alimentato nei secoli la fantasia di artisti, poeti e scrittori e la curiosità degli scienziati e fa immergere lo spettatore in una sorta di viaggio celeste, dove la Luna diventa una guida “artistica” attraverso un paesaggio di di emozioni e visioni uniche, incantando con la sua bellezza eterna il nostro vicinato cosmico.

Pianeti
Le varie configurazioni celesti che vedono protagonisti i pianeti sono come sempre spettacolari e anche se molto diverse tra loro, i pianeti, sono accomunati dalle leggi dello spazio e dal fatto di orbitare tutti intorno al Sole, la nostra stella. Visualizzare mentalmente l’inconcepibile vastità nella quale ci troviamo, e di come il mistero e lo stupore possano cogliere l’osservatore che ammira la volta celeste in una notte di primavera, è uno stimolante viaggio nel nostro Sistema Solare dove i pianeti danzano tra le stelle e compongono il dipinto artistico. Il mosaico celeste inizia a comporsi già a inizio del mese con l’asteroide Vesta che, in opposizione al Sole, sarà particolarmente visibile in quanto abbastanza luminoso da essere visto ad occhio nudo sotto un cielo buio. Il 2 maggio Nettuno, il pianeta più freddo e ventoso del Sistema Solare, sarà vicino nel cielo a quello più caldo cioè Venere. Per osservare basteranno i soli occhi per Venere mentre un binocolo o meglio un telescopio per Nettuno. Il gigante Nettuno è visibile in tarda notte fino al sorgere del Sole mentre Venere prima del sorgere del Sole ad Est, entrambi nella costellazione dei Pesci. Venere sarà quindi visibile solo all’alba. Il giorno successivo in serata il pianeta rosso Marte, i cui studi sulla geografia sono dovuti all’astronomo G. V. Schiaparelli, sarà vicino alla Luna. Il pianeta risulterà visibile tutta la sera attraversando la costellazione del Cancro (sarà uno dei pianeti principali da osservare al telescopio nel cielo serale) mentre la Luna man mano attraverserà la costellazione del Leone. Il 4 maggio due splendide congiunzioni si ammirano tra le stelle del cielo, Luna-Marte a Sud-Ovest e Venere-Nettuno ad Est. Giorno 9 maggio Venere incontra Saturno e mentre si avvicinano nel cielo tra loro spunta anche Nettuno; i tre pianeti splenderanno e si potranno ammirare nella stessa porzione di cielo. Giove (il gigante sempre in tempesta) in questa prima parte del mese è visibile ad Ovest dopo il tramonto del Sole nella costellazione del Toro anche se sempre più vicino all’orizzonte. Raggiungendo l’opposizione, momento in cui sarà visibile per tutta la notte, apparirà più luminoso e imponente nella volta celeste. Saturno (il pianeta degli anelli), uno dei protagonisti del cielo, inizierà ad essere visibile intorno alle 3 di notte fino al sorgere del Sole intorno alla costellazione dei Pesci. Urano (il gigante ghiacciato), invisibile a causa della congiunzione col Sole del 18 maggio. Tra il 22 e il 25 maggio particolari allineamenti planetari all’alba, vedranno protagonista la Luna (in fase calante) e il fantastico trio celeste costituito dai pianeti Venere, Mercurio e Saturno (tra le costellazioni dei Pesci e dell’Acquario). Il 23 del
mese appariranno meglio nel cielo mattutino (intorno alle 3:30) a farsi compagnia, Venere-Luna-Saturno a ridosso della costellazione dei Pesci fino al sorgere del Sole. Il 24 maggio all’alba una Luna, illuminata appena a circa il 13%, abbraccia ad Est la brillante Venere sotto lo sguardo del gigante Saturno. Mercurio, un pianeta gelido di notte ma caldissimo di giorno, è visibile prima del sorgere del Sole nella prima parte del mese poi diviene invisibile a causa della congiunzione con il Sole. Il 28 maggio il maestoso Giove incontra una sottile Luna crescente, gli oggetti celesti si troveranno vicino tra la costellazione dell’Auriga e quella dei Gemelli e saranno osservabili ad occhio nudo.
Per proteggere la cultura e la bellezza di una notte stellata nel 2002 scienziati e astronomi di tutto il mondo hanno lanciato un appello all’UNESCO e all’ONU affinché il cielo notturno diventi patrimonio dell’umanità. Ma forse ci basterebbe insegnare all’uomo a ritrovare un contatto con la natura del cielo notturno incontaminato che permette il godimento e la contemplazione del firmamento. Un monitoraggio circumpolare della volta celeste inteso come una vera e propria “caccia alle costellazioni naturali perdute”. Il cielo è patrimonio dell’umanità, dobbiamo preservarlo imparando a camminare su di esso con leggerezza. La maestosità della volta celeste è una pratica usuale nell’arte come fece il grande Van Gogh arrivando ad Arles nel febbraio del 1888 cimentandosi più volte nella rappresentazione en plein air di cieli notturni. A settembre, in una lettera alla sorella, scrive: Spesso ho l’impressione che la notte sia più ricca di colori se paragonata al giorno. Forse all’uomo non è dato di raggiungere il soffitto celeste e toccare le stelle ma può comunque rivolgere lo sguardo verso quel vuoto nero punteggiato di stelle, mai stanco di tanta bellezza, e sognare ad occhi aperti attraverso queste opere artistiche straordinarie di cui è composto.

di Stefano Cidone
pubblicato su https://edu.inaf.it/rubriche/il-cielo-del-mese/maggio-cielo-opera-arte
IL CIELO DI GIUGNO E LUGLIO/1
Giugno è il mese del solstizio d’estate. Alle nostre latitudini sono le giornate più lunghe dell’anno e più lunghi sono anche i crepuscoli, le magiche fasi del passaggio giorno – notte – giorno che ben conoscono gli astrofili più “militanti”, quelli che raggiungono prima del tramonto località di montagna per stazionare i propri strumenti - dal binocolo a pesanti sistemi equatoriali – e prepararsi a epiche nottate osservative, con il favore del buio della notte astronomica.
Si distinguono per definizione tre fasi del crepuscolo. Il crepuscolo civile inizia quando il sole scende fino a 6° sotto l'orizzonte, cominciano ad accendersi le prime luci artificiali ed è visibile il pianeta Venere e a volte anche le stelle più luminose. Il crepuscolo nautico, quando il sole è tra i 6° e 12° sotto l’orizzonte, tempo nel quale, tramite il sestante i marinai erano in grado di stabilire la loro posizione utilizzando le stelle, visibili fino alla terza magnitudine, e l'orizzonte ancora percepibile. Il crepuscolo astronomico con il sole fino a 18° sotto l’orizzonte.
A –18° il sole non rischiara più l’atmosfera e per la nostra postazione inizia la vera e propria notte astronomica, durante la quale si possono scorgere nel cielo, ad occhio nudo o con un binocolo, le deboli stelle di 6^ magnitudine, le nebulosità della via lattea e di alcuni oggetti del cielo profondo (ammassi globulari e aperti, galassie, nebulose diffuse) e le piccole meteore.
Per ammirare le profondità delle notti astronomiche è necessario però, oltre che recarsi in luoghi lontani dalla luce e con ampia visuale, evitare il disturbo della luna, privilegiando per l’osservazione le notti intorno alla fase di novilunio (grossomodo, favorevoli per il periodo giugno-luglio le notti dal 20 al 28 di ciascun mese).
Infine, va notato che la notte astronomica si riduce nel periodo anche a seconda della latitudine. Nel periodo giugno-luglio i fortunati astrofili calabresi potranno godere di un maggiore tempo di osservazione di quelli lumbard, come si può vedere nei valori medi riportati nella tabella sottostante.


Il cielo estivo è ricco di cose da vedere e il clima ci permette di indugiare ben oltre il crepuscolo. Proveremo perciò a passare in rassegna le principali costellazioni che di ora in ora nella pur breve notte astronomica potremmo osservare immaginandoci nelle nostre postazioni privilegiate del boschetto e del parco Lilio di Savelli, non senza prima rimarcare un altro aspetto astronomico per cui gli amanti locali del cielo sono avvantaggiati rispetto a quelli del Nord: a queste latitudini sono osservabili per intero e con una altezza apprezzabile le magnifiche plaghe dello Scorpione e del Sagittario, costellazioni poste sotto l’equatore celeste nella direzione del centro della nostra galassia e perciò ricche di innumerevoli oggetti. Successivamente esploreremo specifici temi legati alle zone di cielo visibili sopra di noi.
Guardando il cielo come sotto riportato dal ritaglio di Stellarium, cioè da Crotone il giorno 18 giugno dopo le 22, vedremo in alto allo zenith le costellazioni della Boote, con Arturo,  la Corona Boreale e il notevole Ercole con il grande ammasso globulare M13. A destra-ovest verso il tramonto il Leone, a sinistra-est, sopra l’equatore il Triangolo Estivo ai vertici del quale sono Deneb nel Cigno, Vega nella Lira ed Altair nell’Aquila.
Il Triangolo (in particolare il Cigno) è attraversato dalla Via Lattea che si estende fino al proprio centro nel Sagittario. Ed infatti se dallo Zenith tra Boote ed Ercole scendiamo con lo sguardo verso Sud, adagiate sull’eclittica troviamo le costellazioni della poco brillante Bilancia, poi dello Scorpione e dell’Ofiuco, ricchi degli ammassi globulari posti intorno al centro della Via Lattea, nell’alone galattico. I due segni condividono lo stesso  destini astrologico. Invero, Ofiuco è tutti gli effetti un segno zodiacale, trovandosi sull’eclittica - la linea immaginaria percorsa dal sole - ma per comodità è stato associato dagli astrologi allo spicchio dello Scorpione (immaginate le complicazioni di una sfera celeste suddivisa in 13 spicchi di 27,692307 gradi ciascuno).
Sono zone di cielo di grande interesse e suggestione specie se esplorate con calma e con l’ausilio di un binocolo e treppiede.


Nelle prossime puntate passeremo in rassegna gli oggetti più interessanti e alla portata di tutti, con un occhio particolare anche alla loro mitologia e con l’ausilio di opportune mappe stellari.
E, a proposito di mappe, vi lasciamo alla riflessione di un grande filosofo ungherese del secolo scorso, György Lukács:
“Felice il tempo nel quale la volta stellata è mappa dei sentieri praticabili e da percorrere, che il fulgore delle stelle rischiara”
Lukacs, nel suo Teoria del romanzo, ci ricorda la necessità di avere una volta del cielo che diventi mappa per scrivere e andare nel mondo. Mappe immaginarie e senza tempo.

Milano, 18 Giugno 2025
Gianni Latino



CAMERA PRISMA

Il progetto PRISMA prevede la realizzazione di una rete italiana di camere all-sky per l'osservazione di meteore brillanti (fireball e bolidi), al fine di determinare le orbite degli oggetti che le provocano e delimitare con un buon grado di approssimazione le aree dell'eventuale caduta di frammenti per poter recuperare le meteoriti. Il monitoraggio sistematico della copertura nuvolosa e dell'attività elettrica sarà usato per la validazione di modelli meteorologici. I dati raccolti in maniera sistematica contribuiranno al perfezionamento dei modelli di interazione dei corpi cosmici con l'atmosfera che a tutt'oggi presentano ancora molte lacune a causa della mancanza di dati osservativi di qualità.

Per  visualizzare in tempo reale l'immagine catturata dalla Camera Prisma dell'Associazione Astrofili Savelli clicca QUI

Per maggiori informazioni sulla rete italiana visita il sito https://www.prisma.inaf.it
LE COSTELLAZIONI ZODIACALI AL BOSCHETTO

Lo zodiaco rappresenta le costellazioni che ha sullo sfondo il Sole durante l’anno per un osservatore sulla Terra, per via del suo moto di rivoluzione.
Le stelle, un centinaio, sono state  fornite dalla Tecnografica di Daniele Lamberti di Reggio Emilia e installate dalla Edil Impianti di Pasquale Mirabelli & Figli di Savelli. Sono in ceramica speciale per esterni e lavorate per ottenere la forma che voi vedete a sei punte con tre diverse dimensioni e colori a seconda della brillanza delle stelle che rappresentano: le più grandi rappresentano le stelle più brillanti e le più piccole rappresentano le stelle meno brillanti.Anche il colore è diverso e non è casuale: le più brillanti, in una rappresentazione nota come diagramma di Herzsprung-Russell sono principalmente blu, le medie, come il sole, sono principalmente gialle, e le meno brillanti sono principalmente rosse. Il colore è legato alla temperatura: le più brillanti sono in generale più calde (fotosfera di 20-30 mila gradi) e hanno un colore blu, mentre le meno brillanti sono più fredde (3-4 mila gradi).
Ciascuna costellazione è caratterizzata da un glifo. Più in dettaglio, lo zodiaco è una fascia della sfera celeste, utile da individuare nel cielo in quanto tutti i pianeti e la maggior parte degli altri corpi celesti del sistema solare sono visibili solo nella regione dello zodiaco. Un osservatore che vedesse un oggetto molto luminoso al di fuori della regione zodiacale sa che non può trattarsi di un pianeta solare. Gli osservatori vicini ai poli terrestri non possono osservare facilmente i pianeti perché lo zodiaco è troppo vicino orizzonte.
Le costellazioni dello zodiaco, come tutte le costellazioni celesti sono raggruppamenti di stelle che però non sono vicine fra loro nello spazio, anzi in alcuni casi risultano separate da enormi distanze, nonostante appaiano vicine nella nostra percezione.
Tutte le costellazioni introdotte dagli antichi astronomi/astrologi, non solo quelle dello zodiaco, sono state definite con precisione nel 1930 dall’ Unione  Astronomica Internazionale in modo che ogni punto della volta celeste appartenga ad una e una sola costellazione.

Di seguito riportiamo una figura che può aiutare a riconoscere i segni e un video che illustra l'installazione dello zodiaco in località Boschetto a Savelli KR (riprese video di Mario Rizzaro)

OROLOGIO SOLARE
Un orologio solare sulla facciata della
chiesuola di S. Maria delle Grazie detta "JIESULELLA"





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